martedì 1 marzo 2016

Il dramma degli intellettuali (Marco Emanuele)

Il mondo di oggi, a-polare e senza direzione strategica, ci pone di fronte a problemi epocali e non governati. Penso all'immigrazione, all'allarmismo strumentale e senza progetto che viene diffuso e alla carenza di dibattito su una sfida planetaria che sta riconfigurando i nostri Stati e le nostre città; i politici parlano solo il linguaggio della omologazione o della contrapposizione di parte, partigiani del niente. 

E gli intellettuali ? Dove sono coloro che dovrebbero aiutarci a comprendere i "segni dei tempi" ? Alcuni si limitano a evocare i valori e i diritti umani, altri tacciono, altri ancora si limitano a dare ragione al principe di turno; la verità storica, quella a cui bisognerebbe tendere per elaborare visioni di società e progetti di civiltà (siamo ancora nel pieno della civilizzazione e del dominio), è continuamente trascurata e offesa. 

L'intellettuale è ogni persona che decida di "aprire" la propria ragione alla complessità della realtà; la civiltà non ha parte e cresce soltanto nella incarnazione dei valori, dunque nella loro contaminazione nelle contraddizioni della vita per fecondarli e per ri-crearli, e nella consapevolezza che siamo dentro a cambiamenti che richiedono un cambio di passo POLITICO.

Nessun problema è più nazionale e gli Stati, nella interrelazione globalizzata, mostrano limiti ormai evidenti. Il dramma degli intellettuali è nella mancanza di condivisione di una nuova responsabilità storica che apra nuove prospettive strategiche; è venuto il tempo di riscoprire una cooperazione globale che superi gli inganni di una competizione esasperata, guerra permanente, che ci sta portando alla degenerazione. 

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